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Aton
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top
«Tu sorgi bello all'orizzonte del ciel, / o Aton vivo, che hai dato inizio alla vita. / Quando risplendi all'orizzonte orientale / tutte le terre riempi della tua bellezza. / Tu sei bello, grande, splendente, alto sopra ogni terra!»


mwgwAton (o mwhaAten) è una mwhqdivinità egizia appartenente alla mwhgreligione dell'antico Egitto, centrale nell'mwhwatonismo sotto il faraone mwiaAkhenaton. L’iconografia del dio lo vuole rappresentato dal mwiqdisco solare che sovrasta generalmente il mwigre e la sua famiglia, colpiti dai suoi raggi, che in corrispondenza delle narici recano mani che porgono il mwiwgeroglifico mwjaankh (il segno della vita). Non esiste alcuna rappresentazione antropomorfa di Aton.

Contents

Note

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Il Sole nella religione egizia

Il complesso mwowpantheon egizio vide, nel corso dei secoli e dei millenni, il susseguirsi di innumerevoli divinità alcune delle quali primeve, altre nate da sincretismicite-ref-1[1] o da fusioni, o di nuova concezione, o assurte ad una maggior venerazione perché scelte dalla dinastia regnante quali protettrici specifiche. A titolo di esempio è solo il caso di accennare al dio mwqaAmon, originariamente parte di una mwqqogdoade, ovvero l'insieme di otto divinità, e poi assurto, con la XVIII Dinastia, a livello di dio principale.

In tale quadro di alternanza, ed ugualmente durante la XVIII Dinastia, deve iscriversi il culto del dio Aton, rappresentato dal disco solare protagonista di quella che deve considerarsi una vera rivoluzione religioso-politica che si estrinsecò per un periodo brevissimo della millenaria storia dell’Antico Egitto, ma che lasciò notevoli tracce di se.

È bene tuttavia precisare che il mwrasole, in quanto entità non fisica, garanzia di vita per tutte le creature, ebbe da sempre nell'mwrqAntico Egitto una particolare posizione di preminenza tanto che una delle divinità principali era appunto mwrgRa che si manifestava, peraltro, in più aspetti a seconda della posizione nell’arco celeste: mwrwKhepri al suo sorgere, Ra al suo apice, Atum al tramonto.

Ma, a riprova della preminenza del mwtgsole nella cosmologia egizia, si consideri che anche altre divinità erano ad esso assimilate. Tra queste mwtwHorus, il cui occhio destro era considerato il sole mentre il sinistro rappresentava la luna; mwuaNefertum, dio della bellezza assimilabile al sole al suo sorgere; mwuqSekhmet, la dea leonessa della guerra assimilata al calore implacabile del sole nel mwugdeserto.

Evoluzione del culto di Aton ed Eresia amarniana

Il dio Aton è indissolubilmente legato alla figura del faraone Amenhotep IV/Akhenaton, tuttavia, anche se si è soliti indicare il faraone mwvqAmenhotep IV quale fondatore del culto atoniano, già precedentemente il culto di Aton era assurto a maggior livello, con Thutmose IV, e ancor più con Amenhotep IIIcite-ref-tosi-28-2-0[2], nel periodo in cui l’influenza asiatica si era fatta maggiormente sentire in Egitto. A quest’ultimo, immediato predecessore di Amenhotep IV, si deve infatti il primo allontanamento della casa regnante dal centro cultuale per eccellenza del dio mwwgAmon a mwwwKarnak, nei pressi dell’odierna mwxaLuxor, con la costruzione della reggia, e del proprio mwxqcomplesso funerario, in un’area oltre il mwxgNilo, l’odierna mwxwMalqata, i cui unici resti ancora visibili sono i mwyaColossi di Memnone. Tale operazione si inquadrava nel tentativo di sottrarre la casa regnante al potere dei sacerdoti del dio Amon insofferenti al ruolo strettamente religiosocite-ref-tosi-28-2-1[2].

Su tale preesistente situazione politico-religiosa si poggiò la scelta di Amenhotep IV che, tra il secondo e terzo anno di Regno fece erigere a Karnak, sede del complesso dedicato ad Amon, un mwzggrande tempio dedicato ad Aton. Successivamente, tra il quarto ed il sesto anno di regno, il re mutò il suo nome da Amenhotep (mwzwAmon è soddisfatto) in Akhenaton (mwaaEffettivo spirito di Aton) e trasferì la capitale in una città fatta appositamente costruire, mwaqAkhetaton (ovvero mwagOrizzonte di Aton), a circa 250 km da Tebe. Anche la scelta di erigere una città ex-novo, in un’area non ancora subordinata ad alcuna divinità, denotava l’intento di distaccarsi non solo dal credo amoniano, ma anche da qualsiasi altra divinità preesitente. In tal senso, e facendo riferimento all’attuale denominazione dell’area in cui sorgeva Akhetaton, il periodo va sotto il nome di Eresia Amarniana. Benché di durata minima rispetto alla millenaria storia dell’Egitto (si calcolano circa 17 annicite-ref-3[3]), il periodo dell’eresia amarniana permeò di sé non solo la vita politico-religiosa, ma anche quella artistica con canoni così particolari da rendere immediatamente riconoscibili le mwbwopere scultoree e pittoriche di tale periodo.

Il culto di Aton: nascita ed evoluzione

La figura di Akhenatoncite-ref-4[4], permea la scelta del dio Aton e le due figure sono indissolubilmente legate tra loro.

Il termine “aton” appare in uso almeno dal mwfqPrimo periodo Intermedio e dal mwfgMedio Regno ed una delle prime menzioni risalecite-ref-5[5] ai mwgwTesti dei sarcofagi ed al mwhaRacconto di Sinuhecite-ref-6[6] in cui il re morente viene «mwiqriunito con il sole» ed il termine “sole”, in questo caso è reso non con “ra”, come era solito, bensì proprio con la parola “aton”. Il Racconto di Sinuhe è noto in molteplici versioni; in almeno una di queste, il Papiro di Berlino n.ro 10499, il termine “aton” è preceduto dal segno geroglifico che indica la divinità. Analoga apposizione del segno indicante il dio in un mwigostrakon oggi all’mwiwAshmolean Museum di mwjaOxford.

Sembra perciò confermato che almeno dal Medio Regno possa essere attestata l’esistenza di una divinità denominata “Aton”. L’iscrizione a pieno titolo nel pantheon egiziano può ascriversi, molto verosimilmentecite-ref-watterson-142-7-0[7], ai regni di mwkgThutmose III o mwkwAmenhotep II. Sotto mwlaThutmose IV venne emesso uno scarabeo in cui il dio guerriero Aton precede il re per garantirgli la vittoria. Con il regno di Amenhotep II si giunge all’ufficializzazione del dio Aton come protettore del re giacché uno dei suoi epiteti era, appunto, “Splendore di Aton” nome, peraltro, assegnato anche ai militari addetti alla guardia del re, nonché ad una città ed alla stessa nave realecite-ref-watterson-142-7-1[7]. L’ingresso di una divinità come Aton nel pantheon egiziano si deve, molto verosimilmente, come conseguenza delle imprese belliche di Tutmosi III e Amenhotep II, re guerrieri, che avevano portato i confini egiziani nel vicino oriente riversando nelle casse del clero di Amon ingenti ricchezze che ne avevano fortemente aumentato il potere e la capacità di ingerenza negli affari di Statocite-ref-8[8].

Con l’avvento al trono di Amenhotep III la situazione politico-militare cambiò notevolmente e l’oppositore principale era da riconoscersi non più nelle popolazioni del vicino oriente, ormai assoggettate, bensì nel popolo Hittita. Precedentemente ad Amenhotep III, la regola prevedeva il matrimonio tra il figlio del regnante, erede al trono, e la propria sorella che assumeva il titolo di Moglie del Dio Amoncite-ref-9[9].

In contrasto con tale norma, Amenhotep III sposò invece mwowTyecite-ref-watterson-143-10-0[10], una nobildonna, facendo così decadere la figura della Moglie del Dio Amon. Sempre in un quadro di allontanamento dal clero di Amon, al contrario di quanto avveniva precedentemente inoltre, quando il re veniva deificato solo dopo la morte, Amenhotep III si fece considerare un dio già in vita facendo erigere sia pure in Nubia, un tempio a se stesso dedicato ed opponendo perciò, al dio Amon di Tebe, il dio Aton che egli scelse quale suo specifico dio protettore. Lo stesso Amenhotep IV/Akhenaton, a sua volta, seguì la tradizione iniziata da suo padre e non sposò un'erede regale facendo ricadere la sua scelta su mwqaNefertiti, forse figlia di un funzionario di Corte (mwqqAy), che come il consorte unì al suo il suo nome Nefer-Neferu-Aton (ovvero mwqgAton raggiante di splendore per la bellissima che qui è giunta).

Akhenaton e Aton

Come visto, pur individuando il sole come entità principale, il nuovo dio scelto da Akhenaton non fu Ra, ma Aton quale rappresentante il potere fisico del disco solare con le sue proprietà vivificanti e onnipresenti. Anche l’iconografia venne variata: precedentemente, infatti, Aton veniva rappresentato come uomo con la testa di falco sovrastata dal disco solare quasi simile all’iconografia di mwswRa-Harakhticite-ref-watterson-143-10-1[10]. Akhenaton, forse rifacendosi ad una rappresentazione precedente, risalente alla stele della mwuaSfinge di mwuqGiza eretta da suo nonno mwugThutmose IV in cui il sole era stato rappresentato come disco da cui si dipartivano due braccia che abbracciavano il cartiglio realecite-ref-11[11], sceglie di eliminare l’elemento antropomorfo e rappresentare il dio come disco da cui si dipartono numerosi raggi terminanti con mani. I raggi indirizzati verso i personaggi della famiglia regale recano, inoltre, il segno della vita Ankh all’altezza delle narici dei personaggi stessi.

Un’ulteriore modifica avvenne, nel nono anno di regno di Akhenaton, nella stessa denominazione didascalica completa del dio che venne iscritta in due cartigli assimilandolo, perciò, ad un sovrano terreno. Mentre la precedente versione recava infatti: mwwaViva a lungo Ra-Harakti che si rallegra nell’orizzonte, nel suo nome di Shu che è Aton, la versione successiva (dall’anno nono) divenne: mwwqViva a lungo Ra sovrano dei Due Orizzonti che gioisce nell’orizzonte e, nel secondo cartiglio, mwwgNel suo nome di Ra che è venuto come Aton eliminando così Ra-Harakti e Shu, e lasciando solo Ra considerata la forma più pura del solecite-ref-watterson-145-12-0[12].

Contestualmente Akhenaton dispose la chiusura del tempio di Amon a Karnak e di tutti gli altri templi dedicati al dio nel Paese.

Quanto alla figura sacerdotale, è bene precisare, tuttavia, che anche precedentemente a tale innovazione, e prima ancora del trasferimento ad Akhetaton, nel tempio di Karnak dedicato ad Aton veniva venerata una trinità composta da Ra, dio primordiale e mwyqdemiurgo, Aton, nella sua forma visibile all’uomo di disco solare ed espressione fisica del primo, ed Akhenaton quale manifestazione terrena di Ra e dello stesso Aton; il sacerdote officiante recava il nome di mwygSommo Sacerdote di Akhenatoncite-ref-watterson-145-12-1[12]

La religione dell’Aton si basò su un culto pressoché esclusivo giacché solo il re e la sua famiglia vennero rappresentati in atto di venerare il dio e solo a loro il dio offriva il segno della vita. Unico sacerdote di tale culto era, perciò, Akhenaton, dio fatto uomo, attraverso il quale il popolo raggiungeva l'Aton. L’eliminazione di altre divinità comportò una concreta difficoltà, per il popolo, di comprendere la difficile teologia derivante dalla scelta del re; un particolare disagio derivò inoltre dall’abolizione di mw0aOsiride come dio dei morti giacché proprio da costui derivava la speranza di una miglior vita a venirecite-ref-watterson-145-12-2[12]. Si può affermare perciò che solo ad Akhetaton il culto di Aton si impose davvero.

L’esempio forse più chiaro di cosa fosse la religione atoniana può riscontrarsi sicuramente nel mw1gGrande Inno ad Aton, attribuito allo stesso Akhenaton, di cui restano alcune tracce nelle tombe di funzionari di Akhetaton a Tell el-Amarna. Il più completo, tuttavia, è quello che si trova nella tomba che mw1wAy, che fu funzionario della Corte e successore di Tutankhamoncite-ref-13[13], si era fatto costruire ad Akhetaton.

Akhetaton: monoteismo o enoteismo

Se è vero che il culto atoniano trovò compiutezza quasi esclusivamente nella città voluta dal re, Akhetaton, è altrettanto vero che scavi archeologici eseguiti nell’area di Tell el-Amarna hanno consentito di rinvenirecite-ref-14[14] circa 20 cappelle-tombe di cui alcune adibite a sacrari di altre divinità. Nella 525, ad esempio, una stele era consacrata a mw4gIside e Shed, mentre in alcune case del villaggio operaio sono stati rinvenuti dipinti raffiguranti gli dei mw4wBes, o mw5aHathor, o mw5qTausert. Proprio la presenza di tali manifestazioni di culto differenti da quello di Aton hanno fatto propendere per l’individuazione dell’atonismo non come religione mw5gmonoteista, bensì mw5wenoteista, ovvero preminenza di un dio su altri, forma intermedia tra il politeismo ed il monoteismo in senso stretto.

Architettura templare

Il periodo atoniano, che va sotto il nome di mw7gEresia Amarniana fu, anche sotto il profilo mw7wartistico e architettonico, di rottura con gli schemi precedenti. Se nel campo della statuaria si assistette ad un naturalismo spinto talvolta all'eccesso, anche in campo architettonico si palesarono evidenti difformità con gli schemi precedenti e ciò o in funzione della necessità di costruire rapidamente una nuova Capitale ad Akhetaton, o per lo stesso spirito religioso alla base del culto atoniano.

Così, in luogo delle pietre, talvolta di grandi dimensioni delle precedenti costruzioni, si adoperarono mattoni di piccolo formato e di facile trasporto, le mw8qmw8gtalatat, e la struttura stessa del tempio variò: i complessi templari precedenti vedevano infatti il dio residente nel luogo più riposto e buio del complesso, il mw8wnaos, ed i mw9atempli si sviluppavano con la classica struttura mw9qa cannocchiale; si assisteva, inoltre, al passaggio graduale dalla luce del cortile colonnato al buio del naos.

Ma una tale struttura non poteva essere adeguata all'Aton, ovvero al sole il cui concetto era l'esatto opposto del buio, ed il suo culto non poteva conseguentemente avvenire nei bui meandri del tempio; il mwaqiGrande tempio di Aton ad Akhetaton fu così il trionfo della luce. Il primo elemento templare, il mwaqmpilone, ricordava il geroglifico mwaqqaker (ovvero il sole che tramonta tra due montagne) e mancava dell'architrave congiungente le due torri rastremate; a questo primo Pilone ne seguiva un secondo che immetteva in quella che, precedentemente, era la mwaqusala ipostila. Mentre nelle strutture precedenti, tuttavia, tale sala era già in penombra, costituita da una selva di colonnecite-ref-15[15] che rappresentavano gli alberi della palude primordiale tra le cui foglie penetrava a stento la luce, quella che qui impropriamente denominiamo ipostila, era scoperta affinché i fedeli potessero adorare direttamente il sole nel suo viaggio celestecite-ref-16[16]. Da questa si passava in una sequenza di quattro cortili, anch'essi completamente scoperti, occupati da altari sacrificali in mattoni crudi. Seguivano ancora due altri cortili, che costituivano il santuario vero e proprio, ove poteva però accedere solo il sovrano, ed il clero che celebrava in suo nome e in sua assenza.

Declino del culto di Aton e la Restaurazione

Il declino del culto di Aton iniziò verosimilmente quando ancora Akhenaton era in vitacite-ref-watterson-145-12-3[12]. Oltre alla situazione religiosa cui si opponeva la potente classe sacerdotale di Amon, anche sotto il profilo politico ed economico le condizioni del Paese si presentavano critiche. La classe militare, infatti, da tempo esautorata dai suoi compiti per il lungo periodo di inazione derivante dalla politica di pace del re, premeva a sua volta per un ritorno alle antiche divinità e sotto il profilo economico, con la chiusura dei templi, era venuto a mancare uno degli anelli redistributivi essenziali della ricchezza e dei beni. Alla morte di Akhenaton, intorno all’anno diciassettesimo di regno, salì al trono un re effimero e misterioso di cui restano minime tracce, mwarkSmenkhara, forse fratello di Akhenaton, forse figlio di costuicite-ref-17[17], forse appartenente alla dinastia realecite-ref-18[18], da alcuni identificato con la stessa Nefertiti per la corrispondenza di alcuni tratti del nome mwasiAnkhtkheperura Neferneferuaton. Regnò verosimilmente per un periodo brevissimo, forse inferiore all'anno, e fu seguito dal giovanissimo Tutankhaton forse di nove anni. Costui, per il quale regnò un consiglio di reggenza per alcuni anni, modificò la parte teofora del proprio nome in Tutankh-Amon (ovvero mwasmImmagine vivente di Amon)e, nell'anno quarto di regno, fece realizzare la mwasqStele della restaurazione con cui venivano ripristinati gli antichi culti decretando così la scomparsa definitiva del culto di Aton.

A riprova delle gravi condizioni in cui versava il Paese, uno dei passaggi della stele recita: "mwasyQuando venni incoronato re, i templi degli dei e delle dee, da mwascElefantina fino alle paludi del mwasgDelta, erano in rovina. Era come se i santuari non fossero mai esistiti, erano diventati terra infestata dai canneti e le entrate non erano altro che sentieri di terra battuta." e, più oltre: "mwaskIl paese era nel caos, e gli dei l'avevano abbandonato. Se ci si prostrava, per chiedere il favore di un dio, questi taceva.", e ancora: "mwasoPoi consultai il mio cuore esaminando ogni occasione meritevole e cercando di capire cosa avrebbe rallegrato il padre Amon, quindi mwassIl cuore degli dei e delle dee che dimorano in questa terra sono ora colmi di gioia, ed i possessori dei reliquiari sono felici."cite-ref-19[19]

mwateSigmund Freud ha ipotizzato un influsso di Aton sul culto mwatiebraico di mwatmAdonai mentre la mwatqmistica nazista mwatuSavitri Devi ha ripreso la devozione ad Aton nel XX secolo.

Aton nella cultura di massa

Nel 1977 il dodicenne Pietro Ratto fonda il gruppo mwatgrock progressivo degli mwatkAton's, dedicato alla divinità egizia Aton.

Note

cite-note-11. Si considerino, a titolo esemplificativo, gli dei mwauaAmon-Ra o mwaueSerapide
cite-note-tosi-28-22. mwaucmwaugTosi 2004,mwauk vol. 1, p. 28.
cite-note-33. mwau0mwau4Watterson 2001,mwau8 p. 139.
cite-note-44. Secondo mwavmJames Henry Breasted, citato da mwavqmwavuWatterson 2001,mwavy p. 140, Akhenaton era «mwavcuno spirito che il mondo non aveva mai visto prima, un’anima coraggiosa, impavida che si distacca dalla lunga linea di convenzionali e scialbi faraoni per diffondere idee molto al di là e al di sopra delle capacità di comprensione della sua epoca»; secondo mwavgSigmund Freud era invece da intendersi quale precursore del monoteismo di Mosè; secondo mwavkAlan Gardiner era da considerarsi un fanatico; secondo mwavoJohn Pendlebury era un esaltato e secondo Stephen Glanville, come re non meritava che biasimo.
cite-note-55. mwav8mwawaWatterson 2001,mwawe p. 141.
cite-note-66. mwawumwawyLichtheim 1975,mwawc vol. 1, pp. 222 e sgg.
cite-note-watterson-142-77. mwaw0mwaw4Watterson 2001,mwaw8 p. 142.
cite-note-88. mwaxmmwaxqWatterson 2001,mwaxu p. 130.
cite-note-99. mwaxkmwaxoWatterson 2001,mwaxs p. 133.
cite-note-watterson-143-1010. mwayemwayiWatterson 2001,mwaym p. 143.
cite-note-1111. mwaycmwaygWatterson 2001,mwayk p. 96.
cite-note-watterson-145-1212. mwazmmwazqWatterson 2001,mwazu p. 145.
cite-note-1313. Per una traduzione completa si veda Edda Bresciani (1998), mwazkLetteratura e Poesia dell'antico Egitto, p. 412 e sgg.
cite-note-1414. mwaz0mwaz4Peet, Woolley 1923,mwaz8 pp. 51-91 (villaggio); pp. 92-108 (cappelle).
cite-note-1515. Dal greco hypóstȳlos cioè "sotto le colonne".
cite-note-1616. Gay Robins (1997), mwaayThe Art of Ancient Egypt, Cambridge, MA: Harvard University Press, p. 153.
cite-note-1717. mwaaomwaasDodson 2000,mwaaw p. 105.
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cite-note-1919. Parafrasi da traduzioni in letteratura.

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

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• mwaek(EN) IN SEARCH OF THE FIRST PROPHET., su geocities.ws. URL consultato il dicembre 2020.